giovedì 8 novembre 2007

Columbine nel paese dei laghi

Oggi, in Finlandia, è giorno di lutto nazionale, le bandiere sono a mezz'asta. l'atroce pluriomicidio perpetrato da uno studente in Uusimaa (la provincia di Helsinki) ha sconvolto il paese turbando due certezze: innanzitutto che qui ci si potesse fidare un po' di tutti, che il pericolo, semmai venisse solo dll'esterno, una concezione tipica anche delle nostre zone non metropolitane. Per dirla con le parole usate ieri da una ragazza che la Finlandia fosse un "nido sicuro" (locuzione molto in voga tra i Finlandesi).
In seconda battuta, che la Finlandia fosse aliena da certi modelli di violenza tipici degli USA . "Una strage all'americana" è il titolo dell'Helsingin Sanomat di oggi, le prime pagine abbondano di riferimenti ai fatti analoghi accaduti oltreoceano. Abbiamo sentito molti sociologi sopraffini tentare di individuare delle cause per queste immani tragedie. Di solito si risolvono con la facilità di reperire armi, tipica di quei dannati yankee amanti del Far West e di Rambo. La Finlandia applica alle armi politiche non diverse dalla maggior parte dell'Unione Europea: severissime (a parte i puukko, coltellacci di mezzo metro per cui tutti vanno matti, specie a Vasa). Con questo non voglio approffittare dello spunto di cronaca per un'apologia del seconfo amendamento: per quanto sia favorevole al diritto a portare armi, non ritengo normale che a farlo siano studenti delle scuole superiori. Ma forse sarebbe ora di finirla con il moralismo, sono le persone ad uccidere, non le pistole e il caso di Jokela dimostra che i pazzi criminali riescono sempre a procurarsele.

7 commenti:

InVisigoth ha detto...

perfettamente d'accordo. Guns don't kill people, people kill people.

Mi sono appropriato di parte del tuo post sulla giornata del 5 novembre, ovviamente riportandolo con doveroso link.

A presto, buon week end

PS: ehm... mi spediresti un puukko? :D (scherzo)

Anonimo ha detto...

Quando è accaduto questo spiacevolissimo fatto ho pensato subito a Michael Moore e mi sono detto: Non sapevo che la Finlandia fosse la seconda patria dell'imperialismo dopo gli Stati Uniti...

Orso von Hobantal ha detto...

In effetti alcuni interventi sull'HS (per quel poco che capisco di finlandese) erano a dir poco sconcertati. "Perché proprio qui da noi, che siamo così diversi dagli americani". La Finlandia, bisogna rilevarlo, è ai primi posti al mondo per arroganza degli intelettuali nei confronti dell'america. La convinzione era e forse è ancora, che episodi del genere derivassero da un modello culturale che fa amere ai bambini le pistole e ai grandi la guerra in Iraq. Al contrario della scuola finlandese, tutta orientata all'egalitarismo, al pacifismo e al terzomondismo.

Anonimo ha detto...

Sulla questione delle armi segnalo due link secondo me interesanti:
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=2892
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=85&id_art=1519&aa=2007

Anonimo ha detto...

Punto primo: la Finlandia non ha poche armi (è il econd paese al mondo con più armi da fuoco dopo, va beh, non srve che lo dica). Solo che di solito i finlandesi le usano per togliersi gentilmente di mezzo. (Strano: la pistola sporca. Pensavo usassero mezzi più civile come i farmaci).
Punto secondo: non sono le pistole ad uccidere, ma sono gli uomini. Mmm. E non ci sono più le mezze stagioni. Parliamoci chiaro. Voi uccidereste un povero bambino innocente che non vi hai mai fatto nulla (con un allegro fiocco rosa sulla testa) sgozzandolo con un coltellaccio? No (no, vero?). Ma premereste un pulsante che vi permette di lanciare un missile (di cui non vedrete mai la destinazione) se vi dicessero che è necessario per la sicurezza nazionale? Già più probabile.
Le armi a volte hanno la responsabilità nell'uccidere le persone, spersonalizzando il gesto della morte. E' diverso e molto più facile premere un grilletto, piuttosto che spaccare la testa a qualcuno a mazzate da baseball. Pensateci: avete mai visto una strage in un liceo compiuta con una mazza da baseball? (argomentazione anche piuttosto diffusa su internet, ma giuro, non avevo letto nulla in proposito).
Punto terzo: sempre sul distacco dalla morte. Dai, ammettetelo tutti nella vita avete pensato “Quello lì lo uccido”. Quello è il primo scalino. Poi di solito uno se la mette via, ripensa ai dieci comandamenti o al giusnaturalismo e si calma. Qualcuno no; qualcuno sale il secondo scalino. Tipo “Adesso quello lì lo ammazzo davvero”. E qui sta il punto: in un paese dove uno Stato (oddio, ho detto Stato!) impedisce alle persone comuni di avere un arma da fuoco (perché ci dovrebbe già essere qualcun'altro in grado di proteggerli) il tizio in questione arriverà a tirare un pugno a quello che lo ha fatto incazzare (o, se è un finlandese o un pugliese con la passione per i serramanico) una coltellata. I danni, insomma, saranno di norma più limitati di quelli di un colpo di arma da fuoco. Il problema è questo: se la pistola c'è, è facile usarla. E' indolore, veloce, e in un clic il tizio che ti ha fatto incazzare adesso sta peggio di te. Poi passato il clic ci ripensi e dici “Cos'ho fatto?” Però è un clic troppo tardi. Tanto che succede anche alle persone addestrate a usare armi (vedi il poliziotto che ha appena ucciso il tifoso “sparando in aria”). Chiaro, esiste il terzo scalino: quello in cui l'altro lo uccidi comunque con qualsiasi cosa tu abbia a disposizione (15 coltellate, 86 cucchiaiate); ma lì si sfora nella malattia o nella violenza più assoluta.
Conlusioni: meno armi da fuoco, meno possibilità di stragi (15 uccide 20 compagni con il cucchiaio della merenda? Poco plausibile. Al massimo ne fa fuori uno con la mazza da baseball o con il serramanico) e meno morti “accidentali” (mi dimenticavo la mitica: ho visto un'ombra entrare in casa e ho sparato. “Cielo, mia moglie!”).

Orso von Hobantal ha detto...

Ciao,

è il secondo paese al mondo con più armi da fuoco

Magari in rapporto alla popolazione. Comunque le leggi sono severissime, ribadisco. Non ho mai visto un negozio d'armi, se è per quello.

premereste un pulsante che vi permette di lanciare un missile (di cui non vedrete mai la destinazione) se vi dicessero che è necessario per la sicurezza nazionale?
Magari quello lo preme chi si fida del governo, e crede alla sicurezza nazionale, caschi male con me :)

in un paese dove uno Stato (oddio, ho detto Stato!) impedisce alle persone comuni di avere un arma da fuoco (perché ci dovrebbe già essere qualcun'altro in grado di proteggerli) il tizio in questione arriverà a tirare un pugno a quello che lo ha fatto incazzare (o, se è un finlandese o un pugliese con la passione per i serramanico) una coltellata.

Il problema degli statalisti (l'hai voluto tu :D) è che trattano la gente come dei bambini. Un adulto maturo sa che con un pistola uccide, sapendolo, se lo fa merita una giusta punizione. Non è abbastanza maturo? Cazzi suoi, non c'è posto nella società per chi gioca con una pistola. I minorenni cadono sotto la responsabilità dei genitori: quel tizio che ha sparato era un demente, possibile che nessuno se ne sia accorto prima, possibile che suo padre/madre non si accorgesse che andava in giro per i boschi armato? Forse hanno delegato troppo la sua educazione allo Stato...

Per il resto: proibisci le armi e gli onesti rispetteranno la legge. Il risultato è che ci saranno in giro delinquenti armati, e solo quelli.
Lo stato non proibisce le armi per la sicurezza delle persone, le proibisce per sicurezza "interna". Il potere vuole sempre tenere i sudditi a bada, ed è più facile se sei l'unico ad avere armi da fuoco. Gli americani lo sanno bene, per questo si oppongono al loro controllo.

perché ci dovrebbe già essere qualcun'altro in grado di proteggerli

Fossi in te rifletterei bene sul condizionale che hai usato.

Salutoni.

Orso von Hobantal ha detto...

Dai, ammettetelo tutti nella vita avete pensato “Quello lì lo uccido”.

Ho pensato molto più spesso, vedendo una gnocca per strada, "quella lí me la scoperei". Non ho mai stuprato nessuno, comunque.