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venerdì 28 marzo 2008

Test politici, strumento del demonio.

Insoddisfatti dal test di Open Polis, molti si sono dati a questa merdata di repubblica.it per rafforzare la propria identità politica (il mio risultato è qui).
Il test posizione l'utente su un classico compass bidimensionale; sull'asse delle ascisse c'è la posizione economica del soggetto, su quello delle ordinate quella etico/sociale. Nello schema tradizionale quest'ultimo "classifica" in base al presunto autoritarismo, contrapposto alla presunta tolleranza. Dato come vanno le cose in Italia, fa bene forse repubblica.it a distingure fra "laici" e "confessionali", ossia fra due categorie che vogliono imporre il loro punto di vista agli altri.
Mi chiedo, però come possa essere considerato serio un test che posiziona Valter Veltroni più a sinistra di Bertinotti e di Sinistra Critica, oltre a lanciarlo nelle vette del laicismo, quando si sa benissimo che il nostro non si distaccherà dal mainstream (quanto meno ad un livello di azione governativa), a meno che le posizioni siano state messe a caso, ignorando il test (che pur sembra funzionare) o sempre ignorando il test il redattore abbia deliberatemente barato (dando più appeal per Veltroni rispetto al pubblico di internet). E anche Berlusconi, liberista quanto me, è una presa in giro.
Un'altra piccola perla di inaffidabilità ci è regalata dalla domanda in merito alla reintroduzione dei militari in Iraq, come se se ne fossero andati.
Tuttavia, occorre ammettere che la scelta delle domande è piuttosto azzeccata e decisamente migliore rispetto a voisietequi.it.
Tornando a qual test, svariati lamentano un bias pro-UDC. Ebbene, da quanto ho letto nei blog peggio infestati della rete, ciò non sembra riguardare molti internauti, che sbandierano orgogliosi la propria lontananza dal partito di Casini. Il problema infatti che sono le persone di tendenza liberale ad essere attratti (according to the test) dall'Udc. L'arcano è facilmente svelabile: L'Udc si aggiudica da solo almeno tre dei grandi classici liberali (sdoganamento del nucleare, privatizzazione dei servizi e abolizione delle province) rispetto ai quali è "molto favorevole". Issues secondarie e sulle quali non ricordo di aver mai sentito pronunciarsi esponenti dell'Udc.
Su altre domande la posizione dell'Udc potrebbe essere molto vicina a quella dei liberali, ma questo dipende, più che altro, dall'interpretazione.
Ci sarebbe infine da spiegare perché alcuni, ad esempio io, hanno avvallato risposte che ripugnano tutti i partiti considerati (da qui la distanza). Nel mio caso, ho risposto in questi termini alle domande 2, 5, 6, 10, 11, 23, 24. Lascio a chi gli possa fregare della questione intuire il perché.

lunedì 18 febbraio 2008

Civiltà fiscale

La settimana scorsa ho fatto un piccolo lavoretto per l'università, che gentilmente mi ha dato in cambio 30 € per un'ora di impegno scarso.
Mi hanno però avvisato che se non sono in possesso di un carta magica (la verokortti, carta delle tasse) ne dovranno detrarre il 60% per darlo allo Stato finlandese. Ora, qual lavoro l'avrei fatto pure gratis, ma regalare 20€ mi sembra uno spreco, così decido di procurarmi questa verokortti. Recarmi all'ufficio e fare la fila mi è costato già più del tempo dello stesso lavoro, ma quel che davvero mi secca è che non è bastata un'ora e un quarto di fila fatta oggi. Infatti al Verotoimisto (ufficio delle tasse) mi hanno detto che devo ottenere prima l'Henkilönumero, ovvero il numero di sicurezza sociale (cioè la roba che espleta la stessa funzione del codice fiscale italiano e del tatuaggio di Auschwitz). Sono dunque andato in un altro ufficio, dove mi hanno rincoglionito a furia di moduli e mi hanno pregato, dal momento che ho fatto richiesta per questo numero, di avvisarli quando lascerò la Finlandia.
Prima di poter vedere i miei trenta euri dovrò ritornare all'ufficio dell'Henkilönumero per consegnare il documento che prova che mi sono registrato alla stazione di polizia (cosetta che all'epoca costò 60€, e che non esiste in nessun altro paese UE) quindi tornare al verotoimisto, poi all'ufficio che mi vorrebbe pagare. In tutto altre due orette dovrò spenderle.
Certo, sono in un paese civile, tutti sono cordiali e ci si mette anche poco ad aspettare. In Italia, se verrà introdotto secondo gli auspici di Veltroni, il meraviglioso welfare state nordico, a quest'ora sarei probabilmente barricato in un ufficio pubblico e starei contrattando con la polizia il rilascio di qualche ostaggio. Ma per fortuna non è così e là mi avrebbero pagato in nero, as usual.

P.S. Mi rendo conto che sto criticando lo stesso sistema che mi permette di pagare il pasto in mensa il ridicolo prezzo di 2.35 € (kaks-kolme-viiis) . Quindi voglio qui pubblicamente ringraziare il contribuente finlandese che ogni giorno lavora affinché io possa mangiare al di sotto del prezzo di mercato, che potrei anche permettermi. Io non darò mai nulla a questo paese e, come ringraziamento, ne sputtano le avanzate istituzioni sul mio sito web.

martedì 5 febbraio 2008

Civiltà bancaria

La Finlandia è un paese civile. Lo sanno tutti. Sono forse in meno a sapere che si può essere civili oltre il limite del ridicolo. Domenica ho un visto un tizio che è andato a recuperare il prodotto organico del suo cane sotto 60 cm di neve, praticamente nel bosco e fuori da qualsiasi area abitata. A momenti,oltre al suo terrier avrebbe avuto bisogno di un sanbernardo che lo aiutasse nell'identificazione. Dopo aver individuato il misfatto lo ha infilato nell'apposito sacchettino (credo e spero biodegradabile) e lo ha gettato nel rifiuto umido.
Questo è senza dubbio un comportamento civile. Ma anche da pirla.
C'è poi da chiedersi se essere bancacentrici sia un'indice di civiltà. Qui tutto si fa tramite banca. Questi istituti non sono come quelli italiani, piccoli anfratti dove trovi due sportelli, un impiegato ed uno fermo in coda. E' più tipo un luogo di incontro, una chiesa. La gente ci va per fare quattro chiacchere. Ci sono questi saloni immensi con un mucchio di posti a sedere. Nelle ore di punta arrivi ad avere 50 persone davanti, ma ci sono molti impiegati e si fa tutto velocemente (leggi mezz'ora, sempre troppo). Che cavolo vanno a fare i finlandesi in banca? Non lo so, nel mio piccolo ci vado per pagare. Per pagare cosa? Tutto quello che non si compra in negozio. L'apice è stato quando un'associazione aveva organizzato una cena tipica per Natale. Il prezzo (sei euro) era invitante. Bisognava versare il denaro sul contocorrente. Se hai un conto in banca l'operazione è gratuita altrimenti sono cinque euro. Così la cena mi è passata da 5 ad 11 euro. In quell'occasione ho aperto un conto in banca, ora vuoto. Adesso mi ci reco per pagare l'affitto una volta al mese, e tanti saluti ai cinque euro. Anche ieri ho eseguito questa operazione, ormai di routine. Ho compilato il modulo (in finlandese e in svedese) e mi sono recato dopo quaranta minuti di fila allo sportello. L'impiegata mi chiede se voglio pagare tramite contanti. Li prende in mano e li guarda schizzinosa. A questo punto mi chiede il passaporto. Io le dico che con me ho solamente la carta di identità e gliela porgo. Dopo averla esaminata dieci minuti e fatto un paio di telefonate, decide che posso pagare, prendendosi nota di tutti i miei dati.
Ora, all'ente che mi affitta l'appartamento, che frega di tutto ciò? L'importante è che gli arrivino i soldi giusti, semmai se la vede con me. C'era davvero bisogno del controllo aereoportuale? Ma soprattutto, transazioni del genere non dovrebbero/potrebbero essere anonime?
Niente di importante, questo è un paese civile.

martedì 29 gennaio 2008

Plurale majestatis blogorum

Il più delle volte lo riteniamo fastidioso, le altre lo è al limite del ridicolo. Un caporedattore, dopo che avevamo consegnato un articolo (con un breve inciso "-ci dice-") ci mise in guardia dall'usarlo. E se è mal tollerato nel pomposo e autoreferenziale mondo della stampa, figuriamoci nell'amichevole quotidianità del blogging.
Macché, il plurale majestatis la fa da padrone. Ogni giorno leggiamo "noi sappiamo, noi crediamo, noi diciamo" e l'autore, porco cane, è sempre è solo uno. Ammettiamo anche noi di avere usato il noi qualche volta, perché ci stava da dio, era un noi impersonale, il genere umano, la gente. Andrebbe evitato comunque.
Ci sono poi questi formidabili liveblogging, che a volte riescono persino ad informare, lì il noi è d'obbligo. Ma il blogger non rinuncia all'informalità e tratta il suo lettore come un intimo: gli dice quando smette, quando riprende e perché lo fa.
"Noi ci fermiamo per un attimo, andiamo a cagare. Riprenderemo presto, salvo complicazioni impreviste".

martedì 22 gennaio 2008

Cosa leggo

Cambierà la vita a molti, sapere quello che leggo. E' questa la funzione della simpatica colonnina che ho aggiunto qui a fianco. In verità, serve per ricordare a me cosa sto leggendo, in modo da non abbandonare libri, mia invalsa abitudine. I primi due della lista sono "Dialettica dell'illuminismo", forse il migliore tomino che due menti marxiste abbiano mai prodotto (sì è un altro di quei libri che farò finta di capire) e "Infinite Jest", romanzone avantpop di un genio vivente della letteratura mondiale. Bellissimo, ma eterno e con periodi che talvolta superano le due pagine. Ce la farò? gambling.911 mi dà 1:12.
Ieri ho finito la prima parte de La Rivolta di Atlante, il più importante romanzo di Ayn Rand, ideatrice delll'oggettivismo. Beh, non mi è piaciuto. Prolisso, pesante, con uno stile che spesso fa invidia ad Harmony. I personaggi sono legnosetti e divise in due categorie manichee: i fighi, che la vedono giusta, e i perdenti, che invece no. Dalla prima battuta che uno spara si può relegarlo eternamente nel giusto girone. Capisco che questo faccia parte del giuoco, ma per tutti i personaggi? Pollice in giù anche per le paranoie di due pagine e mezzo. Certo le fa anche David F. Wallace e Dostoevskij, ma il primo fa ridere e il secondo è russo. Che dite? Anche la Rand è russa? Touché.
Punto di forza è, naturalmente, il fine morale del romanzo. Mi avrebbe sconvolto se non l'avessi saputo in anticipo.
L'obiettivo della Rand era quella di rappresentare un mondo dove un socialismo edulcorato ha sancito la vittoria delle larve parassite su chi produce e lavora. Ricorda vagamente l'Italia? Magari. La protagonista lavora nel campo delle ferrovie e va in giro per l'America a costruire binari. In Italia non si può fare perché per legge la rete ferroviaria è pubblica, e poi comunque arriverebbe Pecoraro Scanio. Verso la fine del romanzo, viene imposto all'unico Stato con un'economia rampante, il Colorado, di pagare una tassa speciale per venire incontro alle esigenze degli altri Stati svantaggiati. In Italia funziona così dal 1861, ma non si può dire perché sennò sei razzista. In più, non c'è nemmeno il privilegio di avere una tassa col nome e cognome a questo fine, tanto è considerato pietra angolare del sistema. Le altre numerose leggi, da quella della "parificazione delle opportunità", fino al calmieramento della vendita dei libri di successo (nel nostro caso le sovvenzioni alla stampa) esistono già, seppure in forme leggermente diverse.
Verrebbe quasi da pensare che la nostra abbia viaggiato nel tempo fino nella nostra era, e che abbia preso appunti.

giovedì 10 gennaio 2008

Giramenti

Una volta, tanto tempo fa, la strada che collegava le due amene cittadine di Schio (Massachussets) e Thiene (Tennessee) era lunga all'incirca 8 km e più meno sintetizzabile in questo modo.

Ora è lunga almeno 13 e corrisponde a questo modello:


Ieri sera, alle 23.30 (col scuro!) mi sono trovato a ripercorrerla. E avuto l'irresistibile tentazione di chiedere la testa della Vi.abilità (leghistissimo ente pubblico) sul mio cofano. Ok, ci sono molti incroci e la rotatoria è una soluzione migliore del semaforo (non alle òndaxe e meda, con la strada deserta) ma è veramente necessario farne una per ogni stradina di campagna (ne ho contate almeno 12 nel giro di 10 km) che interseca la provinciale?
Promemoria che vale solo per me, dato che quelli del posto sanno benissimo che strada fare, e a tutti gli altri non frega una cippa.
A Thiene, dopo l'ex Continente, c'è una rotonda abbastanza grande costruita l'anno scorso. Se si vuole andare a Valdagno (Minnesota) non prendere la direzione Valdagno. Quella strada conduce sì in effetti colà, ma solo dopo un'inutile deviazione di almeno 4 km che passa per Malo (West Virginia). Molto meglio proseguire per Schio-Asiago (Trentino), così poi si prende la Maranese che è la traiettoria più dritta per l'imbocco del traforo.
Dopo questa rotatoria, c'è subito un'altra, fondamentale. Qui mancano del tutto le indicazioni. Lo fanno per bastardaggine, non c'è altra spiegazione, dato che da lì si irradiano due strade con un angolo di 30°. Una prosegue verso NNW, una verso NNE. L'intuito vorrebbe prendere quella che va a NNW ma sbaglia, perché subito dopo la strada sterza bruscamente a Sud e anche qui si passa per Malo (coi soliti 3-4 km in più). NNE è la scelta corretta.
A quel punto, fino a poco tempo fa, potevo essere soddisfatto per avere evitato Malo e scelto la strada più breve. Durante la mia assenza, però, hanno pensato bene di costruire una roba proprio sulla Maranase. Non è nemmeno una rotatoria, è una specie di svincolo che nel bel mezzo della strada provinciale ti costringe a dare la precedenza. Una volta, ne sono sicuro, bastava andare dritto. Così ho fatto ma a differenza del passato, mi sono trovato il centro astorico di Marano Vicentino, coi suoi sagaci dossi (anzi colline) artificiali, venirmi incontro. Poi manco a dirlo, un senso unico mi ha direzionato a Malo.
Da lì ho fatto finalmente la strada che la Vi.abilità ha deciso fin dall'inizio che si doveva fare, e sono giunto all'imbocco del traforo, straordinaria opera di edilizia pseudoprivata che unisce il pregio di essere finanziata coi soldi pubblici (ma solo delle Ici di Valdagno e Schio, d'altra parte è il federalismo fiscale che vogliamo, no? e ce l'abbiamo, quando si tratta di pagare) al sollucchero di un esoso pedaggio, e riguadagnarmi i 7 min e i 5 km perduti in labirintiche rotonde.

P.S. Qualcuno dovrebbe iniziare a spiegare ai vecchi col cappello e alle donne (circa il 75% dell'utenza al volante) che le rotatorie funzionano se si mette la freccia in uscita, sennò meglio un dittatoriale semoforico... e in alternativa...


lunedì 17 dicembre 2007

Mi mancano gli anni ottanta

Quando i conduttori fumavano in studio e la gente si vestiva in quel modo...



...e io quasi lo preferisco vent'anni fa...

martedì 4 dicembre 2007

Come sputtanare una bella cosa

La si fa diventare obbligatoria.

"Tutto quello che è positivo può essere istituzionalizzato."
Tommaso Ghirardi- Dirigente A.C. Parma.

Nell'attesa dell'ennesimo rigore fasullo assegnato, della prossima partita falsata e dell'effetto che farà la solidarietà obbligatoria vado a friggere i pop-corn.

domenica 25 novembre 2007

Bruno Leoni

In questi giorni, in occasione del 40° anniversario della sua morte , in molti lo stanno ricordando, ed è un sollievo.

Di lui ho letto, più di due anni fa, La libertà e la Legge. Non ho una grandissima memoria a lungo termine ma due tesi di questo importantissimo libro mi sono rimaste ben calcate in testa e non mi abbandoneranno mai:

1) Il diritto nasce dalla continua contrattazione tra privati e dovrebbe venire "scoperto" da esperti, non inventato da imbecilli . Pertanto un ordinamento consuetidinario è l'unico in grado di adeguarsi alle istanze della società in modo corretto e causando meno torti.
2)Il potere legislativo è il MALE. Andiamo a votare come dei pirla gente che poi legifererà per premiare e punire minoranze. I parlamenti democratici pensano di risolvere ogni problema con una nuova legge producendo, nel migliori dei casi, tonnellate di regolamenti che male omologano una realtà differente. L'inflazione legislativa, inoltre, causa una crescente insensibilità verso le leggi. Teoricamente vige ancora il motto "ignorantia legis non excusat", in pratica la conoscenza delle stesse è limitata ad una piccola cricca di privilegiati, le leggi vengono meno prese sul serio e anche la Rule of Law ne risente.

Risulta chiaro come questo testo evidenzi gran parte dei problemi che affliggono le moderne democrazie, in particolare quella italiana. Altrettanto chiaro che pur italiano, proprio nel nostro paese Leoni fu ed è ancora largamente ignorato.
L'apporto di Bruno Leoni è unico e geniale nel panorama della filosofia del diritto affollato da positivisti, decisionisti, normativisti. Dal canto suo sottolineava di vedere una grande coerenza nell'assenza di una costituzione nell'ordinamento giuridico inglese, dato che la disciplina strettamente consuetudinaria impediva l'ancoramento a qualsiasi tipo di norma. La mancanza di una carta base, pertanto, non andava a difetto della libertà, ma alla salvaguardia della stessa.

Purtroppo l'avvento degli stati giacobini ha letteralmente divelto il diritto delle nazioni (vedi il discorso di Pearasto, qui sulla destra) a favore di uno codicistico elaborato dal sovrano. In questo modo siamo stati defraudati di uno dei nostri beni più grandi e allo stesso tempo messi sotto il giogo di un potere assolutamente discrezionale.

venerdì 23 novembre 2007

Il giuoco del governo ideale

Questo giuoco, che consiste ne l delineare il proprio esecurtivo dei sogni è stato proposto dal Movimento Arancione qualche giorno fa. Non ho aderito subito per due motivi:

-sto attraversando un periodo di totale sfiducia politica accompagnata e di radicalismo ideologico
-vista l'allegra combriccola rischiavo di fare i nomi dei soliti noti.

Ora però Ismael mi chiede di superarlo in estremismo, dunque non posso esimermi dal rispondere:

Il mio governo ideale :P

...

Un governo che sopporterei più volentieri, coi ministeri proposti dal blog del MA:

-Presidente del Consiglio dei Ministri: la scelta è disperata, non mi fiderei di nessuno; direi uno a caso tra la trimurti Leoniana: Lottieri, Mingardi, Stagnaro
-Ministro dell'Interno: Giancarlo Galan
-Ministro degli Esteri: Liberty First
-Ministro della Difesa: Francesco Cossiga
-Ministro della Giustizia: Filippo Facci
-Ministro delle'Economia: Sergio Ricossa
-Ministro delle Attività produttive: Giovanni Rana
-Ministro del Lavoro: Bernardo Caprotti
-Ministro della Salute: Ron Paul
-Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca: Claudio Privitera.
-Ministro delle Comunicazioni: Giorgio Panto se fosse vivo, Oscar Giannino.
-Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: Francesco Ramella, vedi Ismael, sta bene dove sta
-Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: tengo Carlo Stagnaro
-Ministro per le Politiche Comunitarie e Commercio Estero: Giancarlo Pagliarini, idem con patate
-Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Giorgio Fidenato
-Ministro dei Beni e Attività Culturali, Turismo e Spettacolo: Ismael
-Ministro della Funzione Pubblica: Luigi De Marchi
-Ministro per le Riforme Istituzionali: Gianfranco Miglio
-Ministro per le Pari Opportunità: NON SE NE PARLA (ma al limite mi fiderei di Perla)
-Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili: Mirco Bergamasco
-Ministro per l'Attuazione del Programma e i Rapporti col Parlamento: Serse Cosmi, con la facoltà di Spaccare Gambe.

P.S.: Questo è naturalmente un governo di transizione, non potrebbe essere altrimenti, dati i componenti. Le riforme istituzionali di Miglio (purtroppo dipartito, le applicherà alla lettera qualcun altro) cambieranno l'assetto istituzionale in senso radicalmente federale e presidenziale.
Qualche spiegazione: il ticket Galan- Cossiga è dovuto alla necessità di mantenere l'ordine pubblico, a costo di ricorrere all'esercito, in modo da sedare le consistenti rivolte di piazza che sinistra radicale e sindacati fomenteranno sin dal primo giorno. Liberty First è la mia scelta in politica estera perché mi sembra l'unico che almeno tenti di mediare tra l'isolazionismo di stampo libertario e realismo nelle relazioni internazionali. Infine la scelta di Ismael è d'uopo non per paraculismo ma perché cercavo disperatamente qualcuno che non prendesse in considerazione il finanziamento pubblico (impossibile con Ricossa all'economia, peraltro) e almeno ha gusti in fatto di cinema.

lunedì 19 novembre 2007

Tagliamo l'aria

Finnish Disco Dance con Åke Blomqvist.



Grande colpo di Mike Huckabee, il miglior spot elettorale della campagna (con Chuck Norris) via Invisigoth



Due parole su questo video: Invisigoth ha bruciato il Corriere che con 4 giorni di ritardo ne dà notizia. Un bell'articolone, bellissimo il finale che dice "Hillary e Obama dovranno preoccuparsi", perché perdere ancora tempo con della toilet paper?

venerdì 16 novembre 2007

Lo stato delle cose

Il centrodestra in Italia ha vita facile. Non esiste nessun paese al mondo dove una parte politica goda di una popolarità così alta solo in virtù della tristezza che l'altra riesce a suscitare.
Purtroppo, più il B. vola alto nei sondaggi, più diventa pirla. E' più di un anno, oramai, che invece di vedere un'opposizione sul piano delle idee, si assiste attoniti ad una pagliacciata dietro l'altra: piazzate per mandare a casa Prodi, spallate per mandare a casa Prodi, firme per mandare a casa a Prodi, votazioni assurde per mandare a casa Prodi. Il peggio è giunto quando la CdL ha votato assieme alla cosa rossa il bonus per gli incapienti, una delle cose più comuniste che si potessero fare. Ma l'importante era fare andare sotto il governo. Persino gli emendamenti che hanno battuto la maggioranza mercoledì altro non erano che aumenti di spesa pubblica. Ma bisognava affossare l'esecutivo.
E mentre noi si sprofonda sotto un socialismo crescente, il leader dell'oppisizione si limita a dire: "elezioni subito", "Prodi cadrà", "alle urne con questa legge" e blablabla.
I poveri, pochi infelici, liberali italiani ormai sono immersi in un'apatia politica senza speranze. Sognano mediocri leader conservatori d'oltreoceano e d'oltremanica che hanno però la capacità di proporre visioni alternative con cui conquistare l'elettorato e non si limitano a sommare zerivirgola per arrivare a vincere.
Recentemente mi è arrivata notizia dell'ennesimo congresso dell'unità liberale. Frattaglie della prima repubblica come PLI (reloaded) e PRI (guidato da un keynesianissimo La Malfa) avebbero dovuto aprire a Decidere. net e ai Riformatori Liberali (0,01%). L'obiettivo è la tanto sognata unione dei liberali. Peccato, veramente peccato, che non si rendano conto di due cose:
-che gli elettori hanno consegnato all'oblio, insieme ai socialisti di Craxi, repubblicani e PLI.
-che un partito totalitario come FI non ammette concorrenza interna.
Ecco perché il B., sempre disposto ad aprire a partiti neofascisti, guarda caso manco ha fatto una telefonatina.
E mentre Decidere.net non è stato cagato di striscio dai media italiani, nonostante fosse fondato da un deputato, l'agghiacciante nuova destra romanocentrica conquistava paginate sui giornali e lunghi servizi alla tv.
Ecco un possibile scenario futuro:
Il governo cadrà (spero si faccia molto male) da qui ad un anno. Berlusconi non capirà mai i motivi per cui ha perso nel 2006. Si va a votare con questa stessa legge. Per vincere tutti cercano di attirare la maggior quantità possibile di feccia. Il cdx si candida con Storace e la Mussolini, Follini, Di Gregorio e persino Mastella. Vince. Dato che nemmeno nel 2001, con migliori intenzioni, è riuscito a combinare qualcosa, questa volta neanche ci prova. Dopo qualche mese / anno di tentennamenti democristiani e di dialoghi con le parti sociali arriva il crollo. Berlusconi lascia (forse finalmente la scena politica. Veltroni, più che sessantenne, diventa primo ministro. Seguono i soliti mesi / anni di devastazione. Dopo tutto questo forse qualcosa cambierà, o più probabilmente no.
Quasi quasi a questo punto mi viene da tifare Prodi con lo stesso sciagurato masochismo con cui i socialisti massimalisti contavano nell'entrata nella grande guerra per portare a termine la rivoluzione. Dopotutto questo governo è il migliore argomento per la secessione.

mercoledì 31 ottobre 2007

Buona festa dei dannati.


Felice Halloween, festeggiate il possibile e divertitevi. Non diamo retta ai noglobal, nemmeno a quelli con la tonaca (che adesso ammettono che il problema non è il paganesimo fittizio, ma il merchandising).

martedì 30 ottobre 2007

Quanto sei finnico?


Divertente questionario rinvenuto sull'edizione internazionale dell'Helsingin Sanomat:
Per alcune cose sono molto finno :)

1) Rovisti nella tua collezione di borse della spesa in cerca di una da sacrificare alla spazzatura
In effetti da quando sono qui non faccio altro (non c'è il monopolio comunale dei sacchetti della spazzatura)

13) La tua nozione di vita di strada si può riassumere in pochi adolescenti che perdono tempo fuori dalla stazione.
Per me era la "pensilina" delle autolinee :(

18) Ti rifiuti di indossare un copricapo anche se fuori fa -30.
Tendenzialmente sì, anche se quella temperatura la devo ancora vedere

20) Per te i pantaloni sportivi non sono casual, sono formali.

Ma soprattutto:

17) L'abbraccio è riservato ai preliminari sessuali.

Per altre cose, mi sa, non sono finno:

16) Il tuo essere "figosamente" in ritardo non esiste più. Il ritardo è inaccettabile.
Dubito che il mio ritardo sia mai stato considerato figo ("fashionable").

6) Il silenzio è divertente.
Diciamo che sfrutto questa caratteristica della società finlandese per non palesare la mia incapacità nel sostenere un dialogo in inglese superiore alle 5 battute. Non che sia così rumoroso :D, solo quel centinaio di decibel* necessari a far percepire la mia esistenza.

*Pari al rumore di un martello pneumatico alla distanza di due metri (Wikipedia).

domenica 14 ottobre 2007

La scommessa de "Il Giornale"

Intanto Gawronski ha deciso di cambiare lo slogan per differenziarsi da Letta: "Quello senza occhiali sono io".

martedì 25 settembre 2007

Casta doc, vitigno autoctono.

Incuriosito da un video che riguardava l'attuale ministro della giustizia, il sen. Mastella sono andato a vedermi la voce su Ceppaloni, paese che sapevo delle dimensioni assimilabili ad uno sputo. Non sono stato smentito.: 3000 abitanti, che nella mia lingua vuol dire meno di Valli del Pasubio, il che rende benissimo l'idea. Wikipedia non cita nessun personaggio celebre di Valli del Pasubio, e come potrebbe essere altrimenti, un paese montagnard (boaro) come pochi, dove l'unica star è la patata della frazione di Staro, ottima per il purè.
Ma a Ceppaloni sono di tutt'altra schiatta, letterati, notabili e... politici.
Ecco l'elenco:
Niente male per un ridente paese della valle del Sabato!

mercoledì 19 settembre 2007

Pensiero della buonanotte.


Yet there are a great many things which cannot withstands the implacable, bright light of the presence of the other[...] This, to be sure, doesn't mean that private concerns are generally irrelevant; on the contrary, we shall see that there are very relevant matters which can survive only in the realm of the private. For istance, love, in distinction from friendship, is killed, or rather extingueshed, the moment is displayed in public. ("Never seek to tell thy love / Love that never told can be.") Because of its inherent wordlessness, love can only become false and perverted when it is used for political purposes such as the change or the salvation of the world.

Così Hannah Arandt, diceva nel 1956 la sua sui Di.Co. (è bello strumentalizzare).
P.S. Sto tentando di leggere "The Human Condition" (titolo in tutte le altre lingue: Vita Activa) non lo so, sembra quasi più comprensibile in inglese... sarà che lo sforzo per decifrare copre i concetti più o meno astrusi...

venerdì 14 settembre 2007

Partitiivi

Stando alla finnica parlata come il chewingum allo xilitolo sta alla cucina (sic!!!) finlandese, il caso partitivo è considerato un autentico tesoro nazionale. I programmi scolastici prevedono che a Suomi 1 (il corso base di lingua) si nominino solo 5 dei 15 casi finalndesi di; questo solo il partitivo e il genitivo vengono chiamati col proprio nome (si dà per scontato che l'inessivo, l'illativo e l'elativo rispettivamente stato in luogo, moto a luogo e moto da luogo, siano parole troppo difficili per un pubblico di studenti internazionali).
Forse perché ben si rendono conto che il partitivo come è concepito in Finlandia non esiste in nessuna lingua mondiale gli insegnanti cercano di ficcarlo ben in testa agli avventori. Ho avuto finora due insegnanti frequentando ora con scarso successo Suomi 2. Entrambi si vantano (in parte a ragione) dell'estrema logicità della lingua finlandese. Ma sul partitivo bisogna stendere un velo pietoso.
Il primo uso del partitivo che solitamente si ottiene aggiungendo una a (oppure una ä se la vocale precedente è alterata) è quello di indicare parte di qualcosa. Esiste anche in francese e, un po' meno, in italiano. Per esempio spesso diciamo mangio del pane, più che mangio il pane. E difatti in finlandese suona come Syön leipää. Fin qui bene.
I dubbi cominciano con il secondo uso, quello che segui i numerali cardinali. Se in molte (moltissime) lingue per dire due cani si usa il plurale, in finlandese (non importa se due, cinque, ventimila) si usa il partitivo: kaksi koiraa. Lo si accetta come una regola.
Terzo uso: costruzione possessiva negativa. Il finlandese non ha il verbo avere, ha una sorta di dativo di possesso (che poi sarebbe un adessivo, ma non puntualizziamo). Così io ho la morosa diventa minulla on tittöystävä. Ma se lo dico al negativo ecco che è minulla ei ole tittöystävää. Per chi ha avuto a che fare con lingue irrazionali (:D) sa che in francese esiste il pas de.
Infine, c'è una serie di verbi che vuole il partitivo. Peccato che gli insegnanti finlandesi tentino disperatamente, anziché dire la parolina magica (reggere un caso; un concetto che esiste in molte lingue e non richiede ulteriori spiegazioni), di trovare una spiegazione logica. Ad esempio studio informatica è Mä opiskelen tietöteknikaa (bella la parolina "informatica" eh?), parlo italiano suona Mä puhun italiaa. Perché, ci dicono, non è che uno parli tutto l'italiano e studi tutta l'informatica ma parla parte dell'italiano (in quel preciso momento) e studia parte dell'informtica
Anche il verbo amare (rakastaa) regge il partitivo. Ti amo = Mä rakastan sinua.
Così accade sempre che qualcuno chieda: "ma che senso ha dire alla propria ragazza amo parte di te?". La risposta in ben due casi è sempre stata la stessa. Ieri la nostra insegnante (nota di genere: femmina) ha risposto, assolutamente seria, "perché, in effetti, ne ami solo una parte".