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sabato 9 febbraio 2008

Premiata osteria PdL

Mentre scrivevo ieri, il centrodestra ha optato per una svolta storica. Finora ne ho contate sedici, o suppergiù. Stavolta pare, sempre che baruffe non faranno cambiare idea al leader di turno, che FI e AN si presenteranno uniti sotto il simbolo nuovo di pacca (col sgargiante triculore) del Partito delle Libertà. Un partito unico, nato finalmente sotto gli auspici della base. Ovviamente ciò è avvenuto dopo un lungo dibattito interno ai partiti, sono stati sentiti tutti i coordinatori locali e la decisione è stata presa a maggioranza durante una convention. Sono state prese in considerazione le mozioni di minoranza e si è cercato un compromesso per mettere d'accordo le varie istanze di un movimento che conta su circa il 40% dei voti.
Questa era l'idea originaria, ma per motivi pratici è andata diversamente. Berlusconi stava leggendo la Repubblica al cesso e, realizzato che non poteva ignorare la sfida di Veltroni, ché magari salta fuori che quello ce l'ha più lungo, ha telefonato a Fini e -così cosà- l'accordo è stato raggiunto prima di tirare lo sciaquone, e ha fatto anche in tempo a contattare i giornalisti. Vuoi mettere soldi e tempo risparmiati?
Questo è stato un grande passo verso un bipartitismo su modello occidentale. Adesso, siamo come lammerega, abbiamo due grossi partiti moderni. Ma grazie a Dio, non abbiamo tutti quelle possibilità di controllo sui candidati -tipo primarie locali e sistema maggioritario- che hanno i cittadini d'oltreoceano. Con il calderolum si decide tutto fra quattro mura tra chi di dovere nelle segreterie di partito, poi il cittadino mette la crocetta. E, da adesso, non ci sarà più l'imbarazzo su quale coglione non votare, tanto sono tutti assieme appassionatamente. Compreso -ovviamente- lui.
E che dire del fatto che finalmente può dirsi concluso la politica delle minaccie? Non ci sarà più An che boicotta, l'Udc che esce dal governo perché c'è un unico partito che ha la maggioranza.
E difatti:
L'Udeur è interessato «al progetto Ppe» lanciato da Silvio Berlusconi con la lista unica, ma non è disposto a entrarvi a qualunque costo, bensì solo a determinate condizioni, altrimenti guarderà altrove. Lo ha chiarito Clemento Mastella nella sua relazione introduttiva al consiglio nazionale dell'Udeur. ...«Una volta finita la coalizione, ognuno è libero per nuove determinazioni. Ci intriga il progetto del Ppe, ma è un processo che ci deve vedere protagonisti, e che non intendiamo subire. Se qualcuno pensa, specie al nord, che possa nascere a prescindere da noi, faremo le Termopili perché dobbiamo difendere la nostra dignità [...] Ma al sud e in Campania provate a vincere senza di noi. Vedo che la Lega ha l'atteggiamento dell'asino di Buridano, e dice di no all'Udc o all'Udeur: allora provate a vincere senza di noi, così vincerà il Pd.»
Scommetto che l'insofferenza della Lega si risolverà con la solita cenetta ad Arcore.
Il commento lo lascio tutto al nuovo collaboratore di prestigio del blog, Ron Paul, che da oggi dirà la sua sulle nostre faccende domestiche.
"I think that the center right has lost his way. They are not supposed to support government spending and I wonder what they could do that with people like Mastella or Storace no more only in the same coalition but, now, in the same party! There is a large, growning movement in the country that stands for small government and that fights - you know- to stop the centralization of power, to low taxes and so on... and it actually has not any political representance in the parliament and no perspectives for the future. It can't go on for longer. Italian politicians, especially the ones which pretend to be fiscal conservatives, deserve to be punished."

mercoledì 6 febbraio 2008

...e tre.

Via 2909 vengo a sapere della terza baggianata di seguito degli inglesi spusòni. Non ho voglia di cercare articoli più dettagliati perché mi sono cadute le balle. Il resto del post scrivetevelo da soli. Se qualcuno ha voglia si faccia vivo che l'aggiungo agli autori.

(ANSA) - LONDRA, 1 FEB - L'associazione Scout e' stata denunciata alla commissione pari opportunita' britannica per discriminazione nei confronti degli atei. La 'National Secular Society' e la 'Humanist Associaton' sono infatti furiose poiche' gli Scout si rifiutano di cancellare la frase 'fare il mio dovere al cospetto di Dio' dal loro motto. Stephan Peck, membro dell'associazione Scout, ha tagliato corto: 'E' fondamentale - ha detto - che i giovani Scout vengano aiutati a comprendere la loro spiritualita''.
Per non sprecare un post aggiungo anche l'ultima segnalazione di Stephen Gordon, perché gli USA, a volte non sono da meno.
Una nuova legge renderà impossibile servire i clienti obesi nei ristoranti del Mississipi.
It would allow health inspectors to revoke the licence of any restaurant that “repeatedly” feeds extremely overweight people, reports the Daily Telegraph.
Two-thirds of adult Mississippians are overweight and 30% obese, according to the latest federal figures.
The bill is unlikely to become law but shows concern about an issue that costs the state’s free medical care system an estimated $220 million each year.
Ted Mayhall, one of the politicians who proposed the bill, said he was hoping to “call attention to the problem”.
He said: “No-one’s doing anything about it. They just keep on going to the buffets and eating.”
But J Justin Wilson, an analyst for the Centre for Consumer Freedom, a restaurant industry lobby group, said: “I’ve seen a lot of crazy laws but this one takes the cake. Literally.”

mercoledì 30 gennaio 2008

Dire "papà" e "mamma "è da gay.

Solo ad un giorno di distanza dalla cazzata dei tre porcellini, e con le medesime modalità, la Gran Bretagna del Socing stupisce ancora tutti con le sue magnifiche unità governative a tutela delle minoranze. Oggi è il turno di Stonewall, che pensa al nostro bene arginando tutto quell'odio che si riversa nei confronti di Gay, Lesbiche, Bisex e Transgender (in quest'ordine, mi raccomando).
Notoriamente l'odio bisogna stroncarlo alla nascita, quindi che c'è di meglio che ficcare il naso nella scuola dell'obbligo?
Pare che Stonewall sia riuscita a persuadere il ministro all'istruzione a comporre la solita circolare in cui si vieta, in quella che si usa chiamare corrispondenza scuola/famiglia, il termine mamma e papà. (fonte)
Il motivo è duplice: in primo luogo per non discriminare le migliaia e migliaia di bambini che hanno due mamme, tre papà e mezzo zio in secondo luogo per farli familarizzare con l'idea che possono esserci coppie dello stesso sesso. Ma non è finita qua:
"Gli insegnanti dovranno evitare di dare per scontato che i bambini abbiano un situazione familiare convenzionale"e "Agli alunni delle secondarie (cioé dagli 11 ai 14 anni) discutendo del matrimonio gli insegnanti dovranno educare alla partecipazione civile e riguardo i diritti di adozione dei gay"
Ora, perché è necessario un'educazione per questo? Perché tanta gente, presumo, continua a pensare che le coppie gay non abbiano nessun diritto all'adozione, e che una famiglia di due papà non sia affatto da considerare tale. Non si chiama lavaggio del cervello in età adolescienziale?
Il ministro, tale Mr. Balls ( °__°) ha inoltre invocato una tolleranza zero rispetto all'uso della parola gay come insulto.
Non si potrà dire "Questi pantaloni sono gay", come fa Cartman in South Park ed usare altre espressioni sessiste come "comportati da uomo" e "branco di donnicciole" . "Questa sorta di rimprovero", aggiunge, umilia chi non si conforma alle idee comuni (fixed) sui sessi."
Più si va avanti, più questi pezzenti smentiscono la loro stessa tesi: ci sono idee condivise sui sessi, precisamente che ne esistono due, non è affatto naturale che due uomini o due donne facciano un bambino ma i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie devono ignorare la faccenda e fare finta che va bene così, fino a che non si arriva, perlomeno, all'educazione sessuale obbligatoria.
Per sensibilizzare i teenager si dovranno inoltre tenere apposite lezioni, a partire magari da figure come l'omosessuale Carlo ne "il mandolino del capitano Corelli."
Tutto questo mi ricorda molto la storia del pinguino, segnalata da un blogger particolarmente sensibile a queste vicende.
Adesso aspettiamo (qui il plurale ci sta :)) solo che uno dei nostri indichi il Regno Unito come esempio da imitare per l'integrazione.

venerdì 18 gennaio 2008

NOOOOOOOOOOOOOOOOO!

Oggi mi crolla ufficialmente il mio ultimo mito politico.

mercoledì 16 gennaio 2008

Argomenti di un certo peso

A proposito di razionalità: che organi bisogna vendere per avere una risposta non dico decente, ma che non sappia almento presa per le chiappe, da parte dei soliti, alle argomentazioni contro la deportazione della munnezza da Napoli?
No perché ieri sera a Ballarò, tra Bersani e Rodotà: era tutto un "bisogna essere solidali", "siamo tutti italiani", "il diritto alla salute" e blabla.
Non capisco: se per caso questa roba accade a Nova Gorica, siamo autorizzati a sbattercene? O invece, se nella situazione di Napoli precipitasse tutta l'Italia potremmo sperare nell'interventi (gratuito, s'intende) di Francia, Germania e Svizzera perché tanto siamo tutti europei? E anche nel tal caso, come si farebbe per i grossi problemi di Nouakchott, Angola per quanto riguarda lo smalitmento del rifiuto organico? Sarebbero abbandonati a se stessi? O ci va Bersani?

lunedì 17 dicembre 2007

La nostra salvezza: il Kennedy italiano.

Ultimamente ho seguito un po' troppo la politica USA e mi sono disinteressato di quella locale. Rima, la mia finestra su Arzignano, me ne ha ricordato il motivo.

Dal Giornale di Vicenza:

Veline, cubiste e starlette: ecco il Kennedy italiano

di Eugenio Marzotto.

La grigia politica dei parrucconi sostituita da un’agenzia di starlette. Comizi sul palco addio, arrivano le kennedyne a sculettare messaggi chiari e a dimostrare che sotto la minigonna c’è di più: no ai poteri forti, no ai clandestini, no al governo. Se poi chi cura l’immagine del nuovo partito è il pluri nominato Lele Mora che lo spettacolo continui.
Il Bagaglino? No, un partito con un tele leader al comando, un movimento con ambizioni nazionali nato sotto il Grifo di Arzignano.

Sono impaziente...

Al comando c’è Massimo Emilio Gobbi, un rampollo veneziano, ricco di suo e amico di quelli che contano: Berlusconi, Tremonti, Dell’Utri, Borghezio, Publio Fiori, Andrea Sandri.

Benefattori della patria, illustri intellettuali. Non si perda di vista Andrea Sandri, che mi sfugge cosa c'entri con il resto, lo conosco solo perché eravamo assieme alle medie.

«Non sono nè di destra, nè di sinistra», si affretta a spiegare, ma lui al compleanno di Silvio, festeggiato a villa Bonin Longare insieme al gotha del centro destra italico c’era.

"Voglio solo el caregoto", mette in chiaro fin dall'inizio.

Ebreo veneziano, il cinquantenne duttile e abile, è capace di passare nella stessa serata dallo smoking ai jeans e ha trovato ad Arzignano chi lo sostiene da mesi.

Chi, di grazia?

Quando viene a Vicenza, accanto a lui c’è sempre Franca Piran, cognome blasonato ad Arzignano, nome in vista nei salotti che contano

Ah, la middle-class!

Qui è nato il movimento “Il Kennedy Italiano”.

E' questo il nome? Dico, stiamo scherzando?

In piazza del Grifo seduto ad un caffè, avvolto nel piumino e circondato da portaborse e aficionados, Massimo Emilio Kennedy spiega così la sua discesa in campo: «Ho sempre avuto il pallino della politica e passati i 50 anni ho deciso di provarci».

Sì, in fondo è ora di mangiare un po' coi soldi degli altri.

Poi annuncia da copione: «La gente si deve svegliare, reagire, deve mandare a casa questo governo che ha bloccato l’economia».

Qualche idea?

Nato a Venezia, un passato da finanziere, una vita tra New York, Parigi e Londra; ora Kennedy e le kennedine. Vallette pronte a sfilare nella prossima convention di Abano che battezzerà l’11 gennaio il partito-movimento fondato ad Arzignano. Ci saranno sì i politici, ma il messaggio più atteso arriverà da cubiste, hostess, go go dancers e accompagnatrici, chiamate a raccolta per scaldare il congresso che celebrerà Massio-Emilio-Gobbi-leader. «È stata un’idea di Lele (Mora) mi ha convinto ad organizzare una convention all’americana, dove far volare i palloncini come fanno i candidati Usa».

Ah ecco... questa sì che una strategia politica innovativa. Prodi si starà pisciando addosso...

Per ora sono pochi i politici che hanno confermato la loro presenza, ma Gobbi va avanti, sfidando pure la Brambilla, la leader dei Circoli della Libertà: «Mi ha copiato, dico da anni le stesse cose nei miei programmi sui canali Sky, poi arriva lei, bella, rossa e seducente e Berlusconi... Sì, insomma, lei è una donna e a certe cose il Cavaliere è... sensibile».

Da come la mette sembra una faccenda di copyright. E visto che la Brambilla sembra possedere doti che lui non ha, vai di starlette, cubiste, go go dancers...

Kennedy Gobbi, contro la rossa Brambilla, ma in realtà il modello è un altro. «I veri circoli li ha fatti Dell’Utri, ne ha fondati 3.500 con muri e persone. Io quelli della Brambilla non li ho mai visti».

Lol, questo lo dice un mucchio di gente. Mi sa che quasi quasi è vero.

Sentiamo che ha da dire "il cognome che conta nei salotti":

Franca Piran-Tolio (two is megl' che uan) ha conosciuto Gobbi in una convention romana dedicata alla rifondazione della Democrazia Cristiana (a quante siamo? quindici? trentotto?) a cui hanno partecipato tra gli altri, anche Berlusconi e Mastella.

Il partito della libertà... la destra moderna liberale...

È lei a mettere in chiaro quale sia la posizione politica, dentro il dedalo di movimenti che fanno parte del centro destra.

E allora mettiamolo in chiaro! Anzi fondiamo un nuovo partito-movimento-convenscion per districare il dedalo.

«Siamo di centro - spiega Franca Piran - ma guardiamo a destra e presto incontreremo Forza Italia per discutere delle prossime elezioni amministrative. All’appuntamento del 2009 dobbiamo arrivare preparati e coesi».

Un partito di centro che guarda a destra e che magari cammina di lato... suona così old-fashion. Ah, chi è quello che diceva "siamo coesi"?

Ma l’amicizia tra la signora Piran e Gobbi si è cementata davanti alle telecamere, con interventi in studio nelle teleprediche tenute sui canali sky del Kennedy italiano, che punta ad avere lo stesso consenso della Brambilla.

Lo stesso consenso della Brambilla, dicendo le stesse cose. Queste sono le novità di cui il paese ha bisogno!!! e se non dovesse bastare:

Lele Mora.
I palloncini.
Le go-go dancers
Il "Kennedy Italiano" (Veltroni farà causa per plagio).
Il futuro del centro-destra veneto e nazionale!!!

Non si sa mai che il centro che guarda verso destra attraversi la strada e venga investito da un tir. Torno a guardare le news su Ron Paul (a proposito: diciotto milioni sonanti, quasi sei solo ieri)

venerdì 16 novembre 2007

Lo stato delle cose

Il centrodestra in Italia ha vita facile. Non esiste nessun paese al mondo dove una parte politica goda di una popolarità così alta solo in virtù della tristezza che l'altra riesce a suscitare.
Purtroppo, più il B. vola alto nei sondaggi, più diventa pirla. E' più di un anno, oramai, che invece di vedere un'opposizione sul piano delle idee, si assiste attoniti ad una pagliacciata dietro l'altra: piazzate per mandare a casa Prodi, spallate per mandare a casa Prodi, firme per mandare a casa a Prodi, votazioni assurde per mandare a casa Prodi. Il peggio è giunto quando la CdL ha votato assieme alla cosa rossa il bonus per gli incapienti, una delle cose più comuniste che si potessero fare. Ma l'importante era fare andare sotto il governo. Persino gli emendamenti che hanno battuto la maggioranza mercoledì altro non erano che aumenti di spesa pubblica. Ma bisognava affossare l'esecutivo.
E mentre noi si sprofonda sotto un socialismo crescente, il leader dell'oppisizione si limita a dire: "elezioni subito", "Prodi cadrà", "alle urne con questa legge" e blablabla.
I poveri, pochi infelici, liberali italiani ormai sono immersi in un'apatia politica senza speranze. Sognano mediocri leader conservatori d'oltreoceano e d'oltremanica che hanno però la capacità di proporre visioni alternative con cui conquistare l'elettorato e non si limitano a sommare zerivirgola per arrivare a vincere.
Recentemente mi è arrivata notizia dell'ennesimo congresso dell'unità liberale. Frattaglie della prima repubblica come PLI (reloaded) e PRI (guidato da un keynesianissimo La Malfa) avebbero dovuto aprire a Decidere. net e ai Riformatori Liberali (0,01%). L'obiettivo è la tanto sognata unione dei liberali. Peccato, veramente peccato, che non si rendano conto di due cose:
-che gli elettori hanno consegnato all'oblio, insieme ai socialisti di Craxi, repubblicani e PLI.
-che un partito totalitario come FI non ammette concorrenza interna.
Ecco perché il B., sempre disposto ad aprire a partiti neofascisti, guarda caso manco ha fatto una telefonatina.
E mentre Decidere.net non è stato cagato di striscio dai media italiani, nonostante fosse fondato da un deputato, l'agghiacciante nuova destra romanocentrica conquistava paginate sui giornali e lunghi servizi alla tv.
Ecco un possibile scenario futuro:
Il governo cadrà (spero si faccia molto male) da qui ad un anno. Berlusconi non capirà mai i motivi per cui ha perso nel 2006. Si va a votare con questa stessa legge. Per vincere tutti cercano di attirare la maggior quantità possibile di feccia. Il cdx si candida con Storace e la Mussolini, Follini, Di Gregorio e persino Mastella. Vince. Dato che nemmeno nel 2001, con migliori intenzioni, è riuscito a combinare qualcosa, questa volta neanche ci prova. Dopo qualche mese / anno di tentennamenti democristiani e di dialoghi con le parti sociali arriva il crollo. Berlusconi lascia (forse finalmente la scena politica. Veltroni, più che sessantenne, diventa primo ministro. Seguono i soliti mesi / anni di devastazione. Dopo tutto questo forse qualcosa cambierà, o più probabilmente no.
Quasi quasi a questo punto mi viene da tifare Prodi con lo stesso sciagurato masochismo con cui i socialisti massimalisti contavano nell'entrata nella grande guerra per portare a termine la rivoluzione. Dopotutto questo governo è il migliore argomento per la secessione.