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domenica 30 marzo 2008

Vivo fuori dal mondo (virtuale)

Prima che venisse chiuso, manco sapevo dell'esistenza di blogbabel. Ora però mi chiedo: il web è pieno di gente che blatera di condivisione delle risorse, copyleft, finanche di democrazia diretta, molte volte faceno più casino che altro, com'è normale... e poi? Si finisce per pretendere che un sito che funziona attraverso le segnalazioni degli utenti non pubblichi link o parti del proprio sito/blog/cessoblog.
In pratica si vuole (per ragioni vanesie, per di più) che un meccanismo automatico, anarchico, venga sottoposto ad una forzatura (costringendo qualcuno a cancellare di continuo i link di coloro che non vogliono venire segnalati) perché la mia roba non ci deve entrare, ricordando che, eventualmente, il ricorso al braccio armato della legge, sarebbe dalla mia parte.
Ecco, cose del genere, nel loro piccolo e nella loro trascurabilità, spiegano benissimo perché viviamo in un paese di merda, e perché gli idioti appaiono in soverchiante maggioranza.
Scrivere le proprie cazzate su internet non è obbligatorio e, volendo, si può decidere di non renderle pubbliche.

martedì 29 gennaio 2008

Plurale majestatis blogorum

Il più delle volte lo riteniamo fastidioso, le altre lo è al limite del ridicolo. Un caporedattore, dopo che avevamo consegnato un articolo (con un breve inciso "-ci dice-") ci mise in guardia dall'usarlo. E se è mal tollerato nel pomposo e autoreferenziale mondo della stampa, figuriamoci nell'amichevole quotidianità del blogging.
Macché, il plurale majestatis la fa da padrone. Ogni giorno leggiamo "noi sappiamo, noi crediamo, noi diciamo" e l'autore, porco cane, è sempre è solo uno. Ammettiamo anche noi di avere usato il noi qualche volta, perché ci stava da dio, era un noi impersonale, il genere umano, la gente. Andrebbe evitato comunque.
Ci sono poi questi formidabili liveblogging, che a volte riescono persino ad informare, lì il noi è d'obbligo. Ma il blogger non rinuncia all'informalità e tratta il suo lettore come un intimo: gli dice quando smette, quando riprende e perché lo fa.
"Noi ci fermiamo per un attimo, andiamo a cagare. Riprenderemo presto, salvo complicazioni impreviste".

lunedì 28 gennaio 2008

Link-o-rama

Notizia di cortesia: ieri ho aggiornato poderosamente la linkografia.
Non è il blogroll più bello che ci sia, ma l'ho composto con la manina mia.
Ora prevedo di aggiungere un'altra sezione dedicata a blog in inglese alle due presenti, non ne ho moltissimi da linkare, se qualcuno me ne segnala di interessanti, gli sarò grato
La prima sezione, "Mercato delle idee", contiene dei collegamenti a siti di informazione, think tank, movimenti politici e culturali italici e stranieri. Tra le aggiunte di ieri segnalo il sito dell'iRS (partito indipendentista sardo), Free Europe, associazione olandese contro la dittatura burocratica brussellese; il nuovo sito del Movimento Libertario e quello della costituente per il Partito Nazionale Veneto, un progetto politico che nasce in seno a Raixe Venete.
La seconda sezione ospita blog interessanti o palesemente raccomandati. Tutti comunque meritano una visita. Certamente, uno non si deve aspettare il sito del Times, ma assicuro letture stimolanti. Dando un'occhiata ho visto che tutti i linkati la pensano almeno un po' come me, ogni tanto frequento anche bloggers che mi fanno incazzare solo a leggere tre righe ma sono tutti spaventosamente celebri, quindi non li pubblicizzo.
Metto in rilievo alcuni che ho aggiunto di recente, anche se magari esistono da anni.

Il Solista
: lo spazio web di Luigi de Marchi nome imponente per intere generazioni di liberisti, membro di Radicali Italiani.
Working Ideas: divertente, pieno di segnalazioni interessanti e antistatalista al cubo
Agorismo: un altro (nuovo) sovversivo. Ha appena finito di pubblicare a puntate "Lo stato falsario" di Rothbard, da leggere per capire come funziona la truffa monetaria e difendersi dalle panzane signoraggistiche che circolano in rete.
Eiaculando: distinto professionista sposato e padre di famiglia. Fa morire dal ridere.
Il Lume Rinnovato: colleziono atei militanti :)

Buona settimana a tutti.

lunedì 24 dicembre 2007

Pensare e far pensare.


Abr mi passa una di quelle famigerate catene che tutti odiano ma che poi contribuiscono a fomentare. Anche solo per ringraziarlo (la sua nomina mi fa sentire terribilmente overrated) partecipo a mia volta. Prima di tutto copia&incolla delle regoline:
a) Partecipare solo se si è stati nominati
b) Lasciare un link al post originario inglese
c) Inserire nel post il logo del Thinking Blogger Award
d) Nominare i cinque blogger che stimolano intellettualmente
Per quanto concerne l'ultimo addentellato, ho deciso di non nominare i "soliti", ovvero i blog che cito, linko e leggo spessissimo e le cui opinioni condivido ancora di più dato che la scelta sarebbe dificilissima, chi legge, poi, li conosce molto bene.
La nomination va dunque a cinque blogger stimolanti che per una ragione o per l'altra la pensano diversamente (tutti e cinque fuori "dalle mura", magari non se ne accorgono)
1) Per il versante laicista-pannelliano-evoluzionista: Fabristol, non è l'unico a dire il vero, ma è quello che ho letto di più e, francamente, il più divertente.
2) Per il versante anarco-cospirazio-luogocomunista: il Gongoro, che a dire il vero ho linkato più di una volta, ma che merita la nomination anche in quanto blog neonato e aggiornato con una frequenza spaventosa.
3) Per il versante cattolico-osservante: il Piccolo Zaccheo, news inedite e approfondite sulle faccende di chiesa.
4) Sul versante sinistrorso: un blog chiuso di recente anche se alcuni autori hanno semplicemente cambiato casa, Giornalettismo Militante.
5) Sul versante geografico: l'Estone in Veneto, ovvero la mia città vista da una foresta, ma che capisce vizi e virtù del luogo meglio di chiunque altro, parrebbe.

Colgo l'occasione per augurare a tutti i passanti buon Natale, Felice Anno Nuovo e feste allegate.
Tornerò a straparlare l'anno prossimo, magari entro fine anno ci starà a la classificona musicale di rito...

martedì 11 dicembre 2007

Questione di etichette


Grazie a Tocqueville, l'unica ragione per cui questo non è un blog dove rido e me le canto da solo, sono finito su il Giornale. Fa piacere, anche perché probabilmente sono il blog più sfigato tra quelli elencati. A differenza di esimi colleghi ed amici non ho di che lamentarmi per la mia collocazione (semmai il problema è di Jinzo e SM :)). Quando si tratta di informazione generalista (anche se di qualità) non è che si possa pretendere più di tanto, anzi si apprezza il fatto che, una volta tanto, il lettore medio destrorso verrà a sapere che esiste un mondo che pensa (spesso in maniera molto diversa) dietro una politichetta spesso povera di idee e capace solo di far caciara.
Non solo grazie a questo, ovviamente, ma allo stato attuale il Giornale è il miglior quotidiano cartaceo italiano.

sabato 15 settembre 2007

Se si rompe il cesso


Ore più o meno 16.00 locali. Mi metto in testa di modificare leggermente l'header del blog, un nonnulla. Naturalmente il Pc dell'università mi apre la pagine di blogger in finlandese. Non me ne curo, posso farcela. Cambio quello che devo cambiare, scorro la pagina fino in fondo e, senza nemmeno leggere, premo un tasto azzurro. In quel momento sono tutto me stesso: uno che preme un tasto azzurro, senza nemmeno leggere. Mi chiedo perché blogger mi domandi stavolta di confermare, me lo chiedo solo per un attimo, poi confermo. Poi ricordo. Quel tasto azzurro in fondo alla schermata è cancella il blog.
Mi viene in mente quando con alcuni miei amici dell'università abbiamo fondato un clan su Travian, gioco molto idiota finito sul Guinnes dei Primati sotto le voci "cause di maggior istigazione alla violenza tra sconosciuti" e "la droga non convenzionale più incredibile". In questo MMOG, quando qualcuno desideravo uscire dal giro, si attivava un counter alla rovescia, della durata di poco più di un giorno, durante il quale il malcapitato aveva la possibilità di salvare il suo account. Molti non ce la facevano.

Non è, decisamente, il caso di Blogger. Così di colpo mi sono visto spazzato via quanto il mio tempo libero ha prodotto in un anno e mezzo di blogging. E' giusto che sia accaduto, perché rispecchia quello che sono veramente. Ho il casino nel cervello, chi mi conosce lo sa. Ho perso il conto delle grandi e piccole occasioni perdute a causa della mia deficienza. Ho un ritardo cronico, cosa che, qui dove mi trovo ora, mi relega ai margini della società. Sono nevrotico, ho un mucchio di problemi irrilevanti che angosciano e, quando non so cosa fare, premo un tasto azzurro, senza pensarci.

Ho aperto questo blog nel maggio del 2006. Ho scritto 154 post, per la maggior parte trascurabili. Per alcuni ci avevo messo del mio, tempo (risorsa scarsa e fondamentale, come insegna l'economia austriaca) e passione. Il bilancio è comunque positivo. Qualcuno ha trovato costruttive le mie cassade ne sono particolarmente lieto. Mi hanno letto in tanti. Questo spazio web, sociologicamente definibile come "simulacro di partecipazione politica" era nato come valvola di sfogo nei confronti della classe politica italiana, per dire la mia su eventi che -ahimé- ci toccano un po' tutti. I punti di vista erano (e sono) due:
indipendentista: credo da quando ho tre/quattro anni (ho avuto un'infanzia atipica) che l'Italia sia una finzione geografica. Ricordo chiaramente un episodio dell'asilo: la suora ci chiedeva quale fosse la città più importante d'Italia. Risposi "Milano". La suora mi disse che invece era Roma, al che rettificai: "la capitale è Roma, la più importante è Milano". Naturalmente, anche la Padania è un'invenzione geografica. Sono un'indipendentista veneto, le ragioni sono molteplici. Non credo che i Veneti siano migliori di nessuno, neanche peggiori, perché non credo abbia senso classificare un popolo. Ciò che conta è l'individuo, come agisce, che fini persegue. E' costui che va giudicato. Poi non è che amo molto i Veneti: detesto i truzzi e sono quasi astemio, è difficile, dalle mie parti. Al momento il Triveneto (e la Lombardia) avrebbe molto da guadagnare da una secessione dall'Italia. E la minaccia di secessione è sempre legittima, è un po' il potere contrattuale di un gruppo di persone contro lo Stato.
libertario: mi sono sempre definito di destra. Come molti altri libertari ero un "moderato della destra sociale e conservatrice". Ciononostante ho sempre creduto che lo Stato debba farsi da parte per concedere ai singoli più ampio spazio di scelta e di azione. Poi ho scoperto e letto, soprattutto grazie ad Internet, Rothbard, Hoppe, Nozick. Sono stato fulminato sulla via di Damasco. Ora "bestemmie" come privatizzare il sistema sanitario, la scuola ecc. non mi sembravano più tali. Inoltre la teoria si sposava con il mio individualismo antropo-ontologico: ho sempre evitato la massa, come le mode. Ho sempre voluto sbagliare con la mia testa e a volte ho proprio sbagliato, solo per il tentativo di distinguermi.
Al momento attuale ecco quello che ritengo l'ordine politico più giusto: uno Stato minimo sorto per volontà dei cittadini, ultrafederalista e il più piccolo possibile.

Adesso che ho tempo continuerò a scrivere... di cosa? Di teoria politica, magari anche più o meno seriamente, visto che la sto studiando, al momento. Di Veneto, Europa, usi e costumi. Di musica e letteratura. Di quello che mi passa per la testa, e che ritengo non sia impossibile da leggere, tipo il post precedente, ultimo del vecchio blog qui copiaincollato. Magari di cose più divertenti e rilassate. Di certo vorrei commentare meno la politica italiana, alla fine della fiera non ne vale la pena (e molti blogger lo fanno con più perizia di me). Torneranno anche i link e i cottilon, datemi tempo. Chi vorrà leggere, commentare, criticare e anche prendere sanamente per il culo, è il benvenuto.

Per coerenza ecco gli ultimi post del mio blog, in un file un po' osceno.