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lunedì 31 marzo 2008

Lo sceriffo e i valori della patria.

Gentilini è una delle tante, piccole-grandi tragedie della Lega Nord. Non giudico la sua condotta di amministratore, non essendo di Treviso, lascio l'onere tutto ai suoi elettori. Ideologicamente però, è un disastro. Innanzitutto Gentilini è un ex missino, uno di quelli che è lecito sospettare di fascismo congenito. E' entrato in Lega relativamente tardi, quando ormai si delineava la tendenza del partito, nato semplicemente come federazione autonomista e per un periodo secessionista, di posizionarsi dalle parti di una certe destra conservatrice a fare la voce grossa contro gli immigrati e a difendere i valori cristiani.
Gentilini non è un secessionista, non è neppure un autonomista. Ha il culto dell'autorità, del potere costituito, poco importa che venga da Roma o dal suo comune. Lo ha dimostrato in più di un'occasione, la più nota è stata l'ordinanza comunale che proibiva di vestire uno specifico abito lungo mediorientale (non ricordo il nome) per ragioni di sicurezza.
Ora, per le prossime elezioni comunali un candidato della sinistra arcobaleno, tale Nicola Atalmi, ha realizzato un manifesto con un bel maiale cinto della fascia tricolore. Gentilini, punto sul vivo ha dichiarato: «Atalmi è uno spergiuro, un falso, un delinquente istituzionale - ha tuonato ieri - ci fossero i tribunali speciali, sarebbe fucilato di schiena».
Non è tutto, il sindaco sceriffo ha dichiarato di volere pure querelare l'avversario. Per cosa? Per l'infame reato di vilipendio del tricolore.

domenica 9 dicembre 2007

In nome dell'ammore (sul decreto sicurezza, con sorpesa)

Esempio da manuale di come limitare la libertà dei sudditi: si prende un superstato come l'Unione Europea e si indice una Conferenza Governativa. Si produce una roba di 80 pagg che straparla di rafforzamento politico, cooperazione internazionale, integrazione, armonizzazione (quando si legge questa parola bisogna sempre prepararsi al peggio). Si scrive che l'amicizia è bella, l'amore di più, e che è brutto trattare male il prossimo solo perché ghei, sikh o handicappato e che
“Article 6a:
Without prejudice to the otherprovisions of this Treaty and within the limits of the
powers conferred by it upon the Community, the Council, acting unanimously on a
proposal from the Commission and after consulting the European Parliament, may
take appropriate action to combat discrimination based on sex, racial or ethnic origin,
religion or belief, disability, age or sexual orientation.”
(dal trattato di Amsterdam)

Ma per il momento non accade nulla. Dieci anni dopo un parlamento di imbecilli e un governo di cretini decidono di "recepire" (in realtà non essendo una legge in senso stretto, non era obbligatorio, neppure consigliabile) questa norma. Come? All'interno del decreto sulla sicurezza (chi non ha paura dei discriminatori armati?)

1. All'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, il comma 1, è sostituito dal seguente:
«1. salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, anche ai fini dell'attuazione dell'articolo 4 della convenzione è punito:
a) con la reclusione fino a tre anni chiunque, incita a commettere o commette atti di discriminazione di cui all'articolo 13, n. 1 del trattato di Amsterdam

Combinazione, la legge de 1975 qui indicata, la legge Reale, è anch'essa una legge che recepisce una convenzione internazionale, in questo caso quella di New York, del 1966.
Ecco l'art. 1 come era fino all'altro ieri:

1.Nella presente Convenzione, l'espressione "discriminazione razziale" sta ad indicare ogni distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l'ascendenza o l'origine nazionale o etnica, che abbia lo scopo o l'effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l'esercizio, in condizioni di parità, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale o in ogni altro settore della vita pubblica.
2. La presente Convenzione non si applica alle distinzioni, esclusioni, restrizioni o trattamenti preferenziali stabiliti da uno Stato parte della Convenzione a seconda che si tratti dei propri cittadini o dei non-cittadini.
3. Nessuna disposizione della presente Convenzione può essere interpretata come contrastante con le disposizioni legislative degli Stati parti della Convenzione e che si riferiscono alla nazionalità, alla cittadinanza o alla naturalizzazione, a condizione che tali disposizioni non siano discriminatorie nei confronti di una particolare nazionalità.
4. Le speciali misure adottate al solo scopo di assicurare convenientemente il progresso di alcuni gruppi razziali od etnici o di individui cui occorra la protezione necessaria per permettere loro il godimento e l'esercizio dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali in condizioni di eguaglianza non sono considerate misure di discriminazione razziale, a condizione tuttavia che tali misure non abbiano come risultato la conservazione di diritti distinti per speciali gruppi razziali e che non vengano tenute in vigore una volta che siano raggiunti gli obiettivi che si erano prefisse.
Bizzarro, nessuna allusione a misure detentive, che di fatto vengono introdotte ex novo dal seguente decreto. In pratica, se prima rifiutavi di dare un neGro ti rompevano i coglioni fino a fartelo assumere, adesso rischi il carcere. E lo rischi anche se rifiuti un lavoro ad un ghei, con la differenza che mentre se uno si dà su la vernice per fingersi camerunense poi lo sgami, viceversa è molto più semplice fare il finocchio col culo degli altri. Stendiamo un velo pietoso poi, sul fatto che non c'è traccia né nelle leggi internazionali, né tantomeno nella legge Reale di cosa poi questi atti discriminatori siano nella realtà.

Lato tragico della vicenda: invece di avere uno come Rasmussen, abbiamo invasati col cilicio che screditano quella che potrebbe essere una sacrosanta battaglia per la libertà dei cittadini e la sovranità nazionale.

Lato comico della vicenda: notato i grassetti? Non c'è qualcosa di strano? L'idiozia, amici, l'idiozia regna sovrana, anzi, impera tiranna.

giovedì 6 dicembre 2007

Fa ridere?

"Cosa fa la differenza tra un Sikh ed un asino? La coda".
Questo "freddura" è stata la barzelletta del giorno dell'omonimo servizio SMS fornito dalla Reliance Communication, la seconda compagnia telefonica indiana. Ora il Ceo, Anil Ambani, rischia il carcere per vilipendio ad una fede religiosa. Magari lo meritava per la povertà della battuta ma è un chiaro sintomo che la libertà di parola, quando si tratta di religione non è in pericolo solo dove c'è il Vaticano e l'orsetto Maometto.

Questo video invece non fa ridere, fa piangere. Giusto per capire quanto viviamo in uno stato libero. L'intervista a Danilo Coppola dopo l'evasione lampo (pessima la giornalista, comunque)

Segnalo infine che ho riscritto e arricchito il post sui diritti naturali e la scuola austriaca. Ora si dovrebbe riuscire a finirlo senza accusare vertigini.

Oggi è il 6 dicembre, in Finlandia festa dell'indipendenza. Auguri a tutti. L'indipendenza si festeggia sempre :)